CREARE AMORE
Creare amore
Spesso, durante i concerti pop, il Leader esplode con un 'Vi amo!'
Ormai siamo assuefatti ad affermazioni di questo tipo, durante le manifestazioni musicali; eppure, a pensarci bene, il pubblico si è mosso da motivazioni, più che altro, ludiche, giocose, eccetto i fans sfegatati, per passare il tempo in compagnia di buona musica. Poi, quando si crea un certo clima, spunta la parola 'amore', e nessuno la reputa inappropriata perché, effettivamente, non lo è. Un concerto, alla fine, più che un'armonia di ritmi e note, è la volontà di creare una relazione sana tra il pubblico e l'artista e tra tutti i singoli che partecipano.
Questo si può dire ogni volta che le persone si incontrano, per qualsiasi motivo, anche allo stadio, tranne quando il motivo è diametralmente opposto: farsi la guerra.
Succede, quello che ho affermato, quando si invita un amico a cena o per fare una passeggiata, andare a guardare un film, uno spettacolo di Magia.
Ogni occasione, a prescindere dal contenuto: cibo, spettacolo, sesso, ecc... ha il fine ultimo, che a volte riesce ed altre no, di creare serenità, partecipazione, solidarietà, pace, e molto altro, in ultima analisi: 'Amore'. Non parlo, ma si capisce, ovviamente, di amore erotico.
Nella magia, quindi, a prescindere da ciò che presentiamo, se riusciamo a creare anche un legame, umano, tra noi ed il pubblico, che va oltre l'esecuzione fredda di alcuni effetti magici, anche eseguiti perfettamente, siamo riusciti a centrare appieno l'obiettivo. Ogni relazione, ed occasione, non esige, anela, che il confronto tra anime, la loro unione, per essere perfettamente riuscita.
Quali sono, secondo quanto vedo già in tantissimi artisti, i presupposti per creare amore con il pubblico? Quale dovrebbe essere l'atteggiamento interiore dell'illusionista che vuole fare le cose per bene?, al meglio?
Come in ogni relazione sana, il rispetto dell'interlocutore è fondamentale, di più deve esserlo per l'illusionista perché il Pubblico, oltre ad essere un soggetto umano, tanti fratelli, ci paga, abbiamo un debito di partenza, col pubblico.
Il rispetto, per quello che è e non per quello che volessimo fosse, è fondamentale alla creazione di un rapporto d'amore con il pubblico. Il rispetto non può prescindere che da un atteggiamento interiore di sincera umiltà. 'Sincera umiltà' significa non sentirsi superiore interiormente, nessuno è superiore ad un altro se si guarda all'essenza dell'individuo.
Ovviamente, siamo tentati dal nostro senso naturale, ma errato, di superiorità, dato che siamo (presumibilmente, un mago leader, quando non un semplice esecutore di trucchi) in grado di fare alcune cose meglio di altri, a considerarci migliori anche in un ambito, la relazionalità, che esula dalle nostre competenze specifiche di mago.
Totò, per citare uno, per tutti, dei veramente Grandi, concludeva le sue opere d'arte, sulla scena, con qualcosa di simile: '..e sono di tutti voi l'umile servitore'. Aldilà delle parole dette, che non erano altro che la sintesi di ciò che il principe De Curtis aveva comunicato, solo lui sa come, durante la sua recita, si intuisce anche l'importanza, dal punto di visto umano, razionale, che dava al rapporto col suo pubblico. Stabilire un sano rapporto con chi ci osserva è, oltre che moralmente auspicabile, estremamente conveniente, è parte integrante del lavoro, se vogliamo anche tecnico, per creare un prodotto scenico di qualità, fa parte delle specifiche del nostro mestiere.
Non è una questione morale, che non è l'intento di questo libro disquisire di moralità o buon-ton, ma di professionalità, essendo un elemento essenziale alla creazione di un grandissimo artista da palcoscenico, e non solo.
Un prestigiatore eccellente ha attenzione, più che per la testa, per l'anima, il cuore, del pubblico.