LA MAGIA MINIMA E LENTA


La magia minima e lenta

Questo capitolo è il manifesto, l'estrema sintesi di tutto ciò che ho inteso raccontare, in veste di Illusionista, in tutte le pagine precedenti.

Personalmente sono approdato alla MAGIA MINIMA, alla lentezza, oggi. Il minimo, se così è possibile chiamarlo, e se magnifico, deve essere essenziale e concentrato, se vuole essere di valore, ma quando l'operazione riesce ne vale la pena, fa più del molto.

L'ho già detto che se prepariamo un solo gioco fatto bene diventa il nostro cavallo di troia, lascia 'il segno indelebile, la ferita profonda, come una lama sottile che penetra in fondo senza sforzo, e diventa letale, non lascia scampo, se posta nel punto giusto.

Il minimo in tutti i sensi, sia come quantità di effetti necessari al proprio repertorio che come numero di giochi presentati in uno spettacolo. Il tempo di uno spettacolo può essere riempito di tante cose, oltre che di giochi di prestigio: musica, ospiti, barzellette, gag, che non solo lo rendono vario ma consentono alle magie una cornice rilassante che le mettono in evidenza.

Guardiamo al Mago Forest, ma non è il solo, ovviamente, le sue 'routine' sono complessivamente abbastanza lunghe, ma presentano quasi sempre un solo gioco, nascondono un unico trucco, quando c'è. La sua è magia, comica, di alta qualità.

Forest ha cavalcato questo filone perché ne ha intuito, credo sin dagli esordi, le potenzialità e lo ha, ma non gli 'conveniva' deragliare, adattato alla sua arte innata di stuzzichevole incalzante, ironia, da vero maestro, uomo di spettacolo, siciliano.

Ma anche i maghi che affollano la scena di effetti non si contano, è un susseguirsi, nella percezione di chi osserva, di cose, anche bellissime, ma rischiano di essere percepite come scontate anche se sono effetti difficilissimi, molto costosi di tempo e(è) denaro e di grande impatto.

Ma minimo anche come durata di un singolo effetto. Se riesco a mettere una moneta in una mano e poi, semplicemente, senza fare altri gesti, la apro facendone constatare la sparizione, ho creato un effetto brevissimo, minimo, ma assomiglia a quella lunga lama acuta e sottile che affonda senza tema di ostacoli.

Il minimo si avvale dello stretto necessario, del poco nella quantità, ma anche sulla durata, ancora quantità, appunto piccole, ma devono essere anche accompagnate dalla qualità, e questa nella magia è strettamente collegata alla lentezza: all'offerta di tutto il tempo necessario per far comprendere, percepire, tutto ciò che succede.

Maggiore è la lentezza di esecuzione di un gioco più alto l'effetto, senza mancare di ritmo, ovviamente, il tutto deve risultare scorrevole, naturale, altrimenti si rischia di addormentare l'osservatore, che quello si alza e se ne va.

La rapidità aiuta certamente nella realizzazione dell'inganno, della trappola, per questo è tanto amata

dai prestigiatori, ma lascia ombre, perciò la sfida è presentare i giochi con la maggiore possibile LENTEZZA.

Ci sono, ben inteso, voglio precisare, vari modi di fare magia, minima o affolla, lenta o veloce, ognuno sceglie quella che gli pare più giusta ed appropriata alla sua personalità, io preferisco, se non s'era capito, quella minima e lenta.to...

© 2016 ICE DEA. Viale Marconi 10, 00156 Roma
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia